L’amministrazione Trump revoca parzialmente le restrizioni all’esportazione di chip verso la Cina

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Il governo degli Stati Uniti, sotto la presidenza Trump, ha allentato le restrizioni sull’esportazione dei semiconduttori della serie H200 di Nvidia in Cina. Questo cambiamento, dettagliato in un nuovo regolamento del Dipartimento del Commercio, segna un notevole cambiamento nella politica, passando da una presunzione di rifiuto per le domande di esportazione alla considerazione caso per caso. La mossa segue gli sforzi di lobbying del CEO di Nvidia Jensen Huang e riflette un atto di equilibrio tra preoccupazioni di sicurezza nazionale e interessi commerciali.

Modifiche chiave alle regole di esportazione

In precedenza, gli Stati Uniti controllavano strettamente le esportazioni di semiconduttori verso la Cina a causa del timore che questi chip avanzati potessero essere dirottati per applicazioni militari. Il regolamento aggiornato introduce diverse condizioni:

  • Test di terze parti: i chip devono essere sottoposti a verifica indipendente per confermare le capacità prestazionali prima della spedizione.
  • NOI. sufficienza dell’offerta: le esportazioni sono consentite solo se prima viene soddisfatta la domanda interna.
  • Limiti all’esportazione: la Cina non può ricevere più del 50% della produzione totale prodotta negli Stati Uniti.
  • Verifica del cliente: gli esportatori devono implementare rigorose procedure “Conosci il tuo cliente” per garantire un utilizzo finale legittimo.

Queste misure mirano a mitigare i rischi per la sicurezza consentendo nel contempo il proseguimento di determinate vendite. Il regolamento si applica al chip H200 di Nvidia, un prodotto ad alte prestazioni ma non il più avanzato della loro gamma. Restano esclusi dall’allentamento delle restrizioni i processori Blackwell e Rubin. Anche concorrenti come AMD sono soggetti a queste regole aggiornate.

Implicazioni geopolitiche

La mossa riflette l’intensificarsi della corsa tecnologica tra Stati Uniti e Cina. I semiconduttori sono fondamentali per un’ampia gamma di tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale, i sistemi militari e l’elettronica di consumo. Mentre gli Stati Uniti sono attualmente leader nella produzione di semiconduttori, la Cina sta rapidamente sviluppando le proprie capacità interne.

Ciò è importante perché: Limitare l’accesso della Cina alla tecnologia statunitense potrebbe accelerare la sua innovazione nel lungo termine, erodendo potenzialmente il dominio americano. Alcuni sostengono che consentire esportazioni controllate favorisce la concorrenza e mantiene competitivi i produttori statunitensi. Tuttavia, altri ritengono che anche un accesso limitato favorisca il progresso militare e tecnologico della Cina.

La prospettiva di Nvidia

Nvidia ha accolto con favore la decisione, affermando che “coglie un ponderato equilibrio” tra sicurezza nazionale e interessi commerciali. La società ha sottolineato che il regolamento aggiornato sostiene posti di lavoro e attività manifatturiere ben retribuiti negli Stati Uniti, accusando i critici di aiutare inavvertitamente i concorrenti stranieri.

Secondo i rapporti, le aziende tecnologiche cinesi hanno già effettuato ordini per oltre 2 milioni di chip H200 per il 2026, superando l’attuale capacità produttiva di Nvidia. L’amministrazione Trump riscuoterà un sovrapprezzo del 25% su queste vendite, fornendo un vantaggio finanziario pur consentendo alle esportazioni di procedere.

Risposta della Cina e prospettive future

In particolare, il governo cinese aveva precedentemente incoraggiato le sue aziende tecnologiche a boicottare i chip di Nvidia quando un simile divieto parziale di esportazione era stato revocato nel luglio 2023. Ciò suggerisce che Pechino potrebbe continuare a dare priorità all’autosufficienza anche se le restrizioni statunitensi si allentano.

L’H200 offre prestazioni sei volte superiori rispetto ai precedenti modelli limitati e la domanda rimarrà probabilmente forte fino a quando la produzione nazionale di chip in Cina non raggiungerà il livello. Questa decisione garantisce che Nvidia mantenga il proprio flusso di entrate pur riconoscendo la competizione strategica in corso con la Cina.

La situazione dimostra un approccio pragmatico ad una complessa sfida geopolitica: bilanciare gli interessi economici con le preoccupazioni di sicurezza nazionale in un panorama tecnologico in rapida evoluzione.