L’Iran chiude Internet nel mezzo di proteste diffuse

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Secondo diverse società di monitoraggio della sicurezza informatica, l’Iran ha effettivamente interrotto il suo accesso a Internet mentre le proteste si intensificano in tutto il paese. L’arresto è iniziato giovedì e rappresenta una disconnessione quasi totale dal mondo esterno, confermato dai ricercatori di Miaan Group, Kentik, NetBlocks, Cloudflare e IODA.

La crisi economica alimenta i disordini

Le proteste sono state innescate da una grave crisi economica: la valuta iraniana è crollata, provocando carenze e aumento dei prezzi. Alcune attività commerciali a Teheran sono chiuse da oltre dieci giorni, a dimostrazione della gravità del disagio. Questa non è semplicemente una questione economica; è un segno di crescente frustrazione pubblica per la gestione della crisi da parte del governo.

Risposta del governo: blackout totale

Il governo iraniano, noto per il suo rigido controllo su Internet, è ampiamente ritenuto responsabile della chiusura. Secondo Amir Rashidi, un ricercatore iraniano sulla sicurezza informatica, questo blackout è una misura deliberata per reprimere il dissenso. Il momento – che coincide con il picco dell’attività di protesta – non è una coincidenza. L’interruzione dell’accesso a Internet rende più difficile per i manifestanti organizzare, condividere informazioni e coordinare le azioni.

Implicazioni della disconnessione

Questa chiusura ha implicazioni significative:

  • Controllo delle informazioni: il governo può ora controllare strettamente la narrativa e limitare la rendicontazione esterna.
  • Repressione del dissenso: organizzare proteste diventa molto più difficile senza la comunicazione online.
  • Impatto economico: destabilizza ulteriormente un’economia già fragile ostacolando le transazioni commerciali e finanziarie.

Il sito web del ministero degli Esteri iraniano era inaccessibile al momento del rapporto, suggerendo uno sforzo coordinato per isolare digitalmente il paese.

Questo blocco è un chiaro esempio di come i governi possano sfruttare il controllo di Internet per sopprimere il dissenso e mantenere il potere. Restano da vedere le conseguenze a lungo termine per l’economia e la società civile iraniana.