Kilo Code, una startup di codifica AI open source supportata dall’ex CEO di GitLab Sid Sijbrandij, ha rilasciato un’integrazione Slack che consente agli ingegneri del software di eseguire modifiche al codice e inviare richieste pull senza mai lasciare la chat del proprio team. Questa mossa affronta un punto di attrito fondamentale nello sviluppo moderno: il costante passaggio da uno strumento all’altro e la perdita di contesto.
Il lancio avviene in un momento in cui il mercato della codifica assistita dall’intelligenza artificiale è in rapida espansione, con importanti acquisizioni e round di finanziamento che ne dimostrano la crescente importanza. Ma a differenza di molti concorrenti focalizzati su assistenti di codifica in silos, Kilo scommette sull’integrazione dell’intelligenza artificiale direttamente nei flussi di lavoro esistenti in cui vengono effettivamente prese le decisioni.
“I team di ingegneri non prendono decisioni nelle barre laterali dell’IDE; le prendono in Slack”, spiega Scott Breitenother, cofondatore e CEO di Kilo Code. “Questo bot ti consente di fare tutto, e anche di più, senza mai uscire dalla chat.”
Perché è importante: l’ascesa della “codificazione delle vibrazioni”
L’integrazione prende di mira una tendenza nota come “vibe coding”, in cui vengono utilizzati modelli linguistici di grandi dimensioni per scrivere e modificare il codice in base al contesto conversazionale. Questo approccio sta guadagnando terreno perché semplifica lo sviluppo eliminando la necessità di rispiegare i problemi in strumenti separati. Microsoft ora riferisce che il codice generato dall’intelligenza artificiale rappresenta il 30% della sua base di codice, mentre Google ha recentemente acquisito una startup di codifica AI per 2,4 miliardi di dollari.
L’approccio di Kilo affronta direttamente questa tendenza rendendo la codifica assistita dall’intelligenza artificiale accessibile all’interno dell’hub di comunicazione principale per molti team di ingegneri: Slack.
Come funziona Kilo for Slack
L’integrazione funziona consentendo agli utenti di menzionare “@Kilo” nei thread Slack. Il bot quindi legge l’intera conversazione, accede ai repository GitHub collegati e risponde a domande sulla base di codice o crea automaticamente un ramo e invia una richiesta pull.
Ad esempio, se un product manager segnala un bug in Slack, gli ingegneri possono discutere il problema e quindi digitare semplicemente: “@Kilo in base a questo thread, puoi implementare la correzione per l’eccezione del puntatore nullo nel servizio di autenticazione?” Il bot gestisce il resto, avviando un agente cloud, implementando la correzione e inviando una richiesta pull direttamente all’interno di Slack.
Il vantaggio competitivo di Kilo
Kilo si posiziona esplicitamente contro i principali strumenti di codifica AI come Cursor e Claude Code. L’azienda sostiene che l’integrazione di Cursor con Slack è limitata a singoli repository, mentre Claude Code manca di un contesto di conversazione persistente per flussi di lavoro più lunghi.
Kilo afferma che la sua integrazione funziona su più repository contemporaneamente, mantiene il contesto attraverso i thread Slack estesi e consente trasferimenti senza soluzione di continuità tra Slack, IDE, agenti cloud e riga di comando.
Scelta del modello e problemi di sicurezza
Forse l’aspetto più notevole del lancio è la decisione di Kilo di passare al modello M2.1 di MiniMax, una società cinese di intelligenza artificiale che ha recentemente completato una IPO a Hong Kong. Questa mossa ha sollevato interrogativi sulla sicurezza aziendale, date le preoccupazioni sull’invio di codice proprietario attraverso l’infrastruttura cinese.
Breitenother affronta questo argomento direttamente: “L’IPO di MiniMax ha ottenuto il sostegno dei principali investitori globali, indicando una forte fiducia nei loro modelli”. Sottolinea che i modelli MiniMax sono ospitati da provider cloud conformi agli Stati Uniti come AWS, Google e Microsoft.
Kilo sottolinea inoltre che è indipendente dal modello e consente ai clienti aziendali di scegliere i modelli preferiti in base ai requisiti di sicurezza e conformità.
Il futuro dello sviluppo assistito dall’intelligenza artificiale
Il lancio di Kilo riflette uno spostamento nel mercato della codifica AI verso l’integrazione piuttosto che verso strumenti autonomi. L’azienda ritiene che i vincitori saranno coloro che riusciranno a integrare perfettamente l’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro esistenti, incontrando gli sviluppatori dove già lavorano.
Resta da vedere se una startup di 34 persone riuscirà a sconfiggere giganti del settore come OpenAI e Anthropic. Tuttavia, se Kilo ha ragione nel dire che il problema difficile non è generare codice ma integrarlo, l’azienda potrebbe aver trovato un vantaggio competitivo sostenibile.
