Nell’era moderna della guerra, le linee del fronte non sono più limitate al territorio fisico; si sono espansi nel regno digitale dei feed dei social media e dei meme virali. Gli analisti segnalano una nuova sofisticata campagna di propaganda guidata da gruppi pro-Teheran, che utilizza l’Intelligenza Artificiale (AI) per prendere di mira figure politiche americane e influenzare la percezione pubblica riguardo al conflitto in corso tra Iran e Occidente.
Una sofisticata strategia di “guerra culturale”
A differenza della propaganda tradizionale, che spesso si basa su messaggi schietti, queste nuove campagne basate sull’intelligenza artificiale sono altamente adattate al pubblico occidentale. Utilizzando la cultura popolare – come lo stile visivo di The Lego Movie – e facendo riferimento a specifiche controversie politiche americane, questi gruppi stanno tentando di aggirare i filtri dei media tradizionali e colpire direttamente la psiche americana.
Le caratteristiche principali di questa campagna includono:
– Prendere di mira personaggi politici: i meme hanno preso di mira specificamente Donald Trump, utilizzando l’intelligenza artificiale per descriverlo come isolato o fuori dal mondo, spesso facendo riferimento a questioni politiche nazionali di nicchia per guadagnare terreno.
– Mimetismo culturale: invece di utilizzare immagini generiche, i creatori utilizzano la “cultura pop” come arma, adottando stili che risultano familiari agli utenti di Internet occidentali.
– Alto valore di produzione: l’uso di animazioni di alta qualità e audio sincronizzato suggerisce un livello di sofisticazione tecnica e allocazione delle risorse che punta verso un coinvolgimento sponsorizzato o allineato allo stato.
“Stanno usando la cultura popolare contro il paese numero uno della cultura pop, gli Stati Uniti”, nota la studiosa di propaganda Nancy Snow.
Il “tracollo dell’intelligenza artificiale” e l’ascesa della rivoluzione digitale
L’emergere di questi meme segue una tendenza di “AI slop” – un termine usato per descrivere il diluvio di immagini IA imperfette o di bassa qualità – ma queste recenti produzioni sembrano molto più intenzionali. Gruppi come Akhbar Enfejari (“Notizie esplosive”) affermano di voler interrompere decenni di dominio dei media occidentali.
Sebbene sia difficile quantificare esattamente quanto questi meme influenzino l’opinione pubblica, la loro portata è innegabile, accumulando milioni di visualizzazioni. L’obiettivo, secondo il ricercatore di intelligenza artificiale Neil Lavie-Driver, non è necessariamente cambiare idea da un giorno all’altro, ma seminare abbastanza malcontento tra le popolazioni occidentali da forzare concessioni politiche.
Allineamento degli Stati e paradosso di Internet
Un punto di contesa significativo per gli analisti è l’origine di questi post. Nonostante le pesanti restrizioni Internet adottate in Iran per reprimere le proteste interne, queste sofisticate campagne video a banda larga vengono caricate e distribuite con successo.
Ciò porta a due conclusioni principali tra gli esperti:
1. Cooperazione statale: la capacità tecnica di produrre e trasmettere tali contenuti suggerisce che questi gruppi operano ufficialmente o ufficiosamente in coordinamento con il governo iraniano.
2. Conoscenza istituzionale: questo non è un fenomeno improvviso; è l’evoluzione di programmi di propaganda iraniani vecchi di decenni che hanno studiato a fondo la politica americana e le sfumature sociali.
Tattiche divergenti: la risposta di Stati Uniti e Israele
Mentre l’Iran sta sfruttando i contenuti virali “dal basso verso l’alto” per influenzare l’Occidente, le risposte di Stati Uniti e Israele hanno seguito modelli diversi:
- Israele: ha utilizzato l’intelligenza artificiale per la messaggistica diretta, come ad esempio il primo ministro Benjamin Netanyahu che utilizza l’intelligenza artificiale per “parlare” Farsi per esortare gli iraniani alla rivolta.
- Stati Uniti: si concentrano principalmente sulla messaggistica nazionale, utilizzando clip multimediali americani familiari per raggiungere un pubblico statunitense, mentre mezzi tradizionali come Voice of America continuano a trasmettere in Farsi per raggiungere il pubblico iraniano.
Conclusione
Lo spostamento verso una propaganda generata dall’intelligenza artificiale e culturalmente ricca di sfumature segna un’evoluzione significativa nella guerra psicologica. Man mano che gli strumenti digitali diventano più accessibili, la capacità degli attori statali di sfruttare le fratture sociali e i simboli culturali attraverso contenuti virali diventerà probabilmente una componente centrale del conflitto internazionale.































