Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha sviluppato in sordina un sito web, “freedom.gov”, progettato per consentire ai cittadini europei di accedere ai contenuti che i loro stessi governi hanno bloccato. Ciò include materiale che va dall’incitamento all’odio alla propaganda terroristica, secondo quanto riferito da Reuters.
Eludere i controlli digitali
Secondo quanto riferito, il portale, che rimane ufficialmente non implementato a partire da questa settimana, sarebbe stato lanciato in occasione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. La sua missione dichiarata, secondo il motto del sito, è “rivendicare il tuo diritto umano alla libera espressione”. La grafica del sito raffigura un cavallo bianco al galoppo sopra la Terra. L’iniziativa mira ad eludere i controlli digitali imposti dalle autorità europee.
Scontro di ideologie
Questa mossa evidenzia una crescente divergenza nelle filosofie della libertà di parola tra Stati Uniti e UE. La Costituzione degli Stati Uniti prevede ampie protezioni per quasi tutte le forme di espressione, mentre l’UE, modellata dalla sua storia, limita attivamente i contenuti estremisti. Queste restrizioni, risalenti al 2008, prendono di mira l’incitamento all’odio, la propaganda terroristica e la denigrazione sistematica dei gruppi minoritari su piattaforme come Facebook e X.
Il Digital Services Act dell’UE e l’Online Safety Act del Regno Unito impongono alle piattaforme di limitare o rimuovere rapidamente i contenuti illegali. Questo approccio ha attirato le critiche di alcuni funzionari statunitensi, i quali sostengono che queste politiche sopprimono il discorso politico legittimo, in particolare da parte dei politici di destra in paesi come Romania, Germania e Francia.
Risposta europea
La Commissione Europea ha dichiarato di non bloccare i siti web all’interno dell’UE, con l’applicazione delegata ai singoli Stati membri in base alle rispettive leggi nazionali ed europee. Un portavoce della Commissione ha fatto riferimento al Digital Services Act, che consente agli utenti di contestare le decisioni di moderazione dei contenuti. Hanno inoltre sottolineato che l’Europa si colloca costantemente ai primi posti negli indici globali della libertà online.
Posizione degli Stati Uniti
Il Dipartimento di Stato ha riconosciuto che gli Stati Uniti non hanno un programma dedicato per l’elusione della censura per l’Europa, ma ha affermato il proprio impegno per la “libertà digitale”, compreso il sostegno alla privacy e alle tecnologie di elusione della censura come le VPN.
L’iniziativa statunitense sottolinea un disaccordo fondamentale su come bilanciare la libertà di parola con il danno sociale, creando potenzialmente attriti tra gli alleati.
Il lancio di “freedom.gov” solleva interrogativi sulla volontà del governo degli Stati Uniti di sfidare la sovranità digitale straniera, esponendolo anche a potenziali sfide legali da parte di paesi con normative sui contenuti più severe. L’esistenza del sito web suggerisce la volontà di dare priorità alla libertà ideologica rispetto alle norme diplomatiche.






























