La funzione Wrapped di Spotify assegna agli utenti “età di ascolto” inaspettate

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La funzione annuale Wrapped di Spotify ha ancora una volta suscitato dibattito, questa volta assegnando agli utenti un'”età di ascolto” sorprendentemente alta (o bassa), suscitando divertimento e lieve offesa tra gli ascoltatori. L’edizione 2025 ha introdotto nuovi elementi interattivi, ma la valutazione dell’età è diventata il punto di discussione principale.

Diversi utenti hanno segnalato età notevolmente diverse dalla loro età reale. A un giornalista è stata assegnata un’età di ascolto di 79 anni, nonostante ne avesse 57, mentre alla madre di un collega, 73 anni, è stata assegnata un’età di 21 anni. A un altro membro dello staff di CNET è stato detto senza mezzi termini da Spotify che avevano 100 anni. Le discrepanze derivano dall’analisi delle abitudini di ascolto effettuata dall’app; Spotify sembra correlare i gusti musicali con l’epoca in cui gli utenti avevano maggiori probabilità di svilupparli (all’incirca tra i 16 e i 21 anni).

Come funziona

La metodologia di Spotify, sebbene non del tutto trasparente, sembra identificare l’era musicale dominante nella libreria di un utente. Per qualcuno che improvvisamente si è immerso nella discografia di Bob Dylan, l’app potrebbe dedurre un’età di ascolto radicata nei primi anni ’60, indipendentemente dalla data di nascita effettiva dell’utente. Lo strumento non misura semplicemente l’età, ma piuttosto valuta a quale decennio assomigliano maggiormente le abitudini di ascolto di un utente.

Perché è importante

La funzionalità evidenzia il potere duraturo delle preferenze musicali generazionali. Mentre i gusti evolvono, le identità musicali fondamentali spesso si consolidano durante l’adolescenza e la prima età adulta. La valutazione di Spotify attinge a questo fenomeno, mostrando come le scelte di ascolto possano rafforzare o contraddire l’età percepita. La funzionalità sottolinea inoltre la capacità dell’app di profilare gli utenti in base ai loro dati, sollevando domande su come le piattaforme classificano e influenzano il comportamento di ascolto.

Le reazioni sono state contrastanti. Alcuni utenti trovano la valutazione divertente, mentre altri ritengono che sia una metrica strana da evidenziare. Indipendentemente da ciò, la discussione virale dimostra che Wrapped di Spotify rimane un momento culturale, trasformando le abitudini di ascolto personali in contenuti sociali condivisibili.

In definitiva, l’”età di ascolto” di Spotify è uno sguardo giocoso ma rivelatore su come le preferenze musicali possano trascendere l’età cronologica. Che sia accurata o meno, questa funzionalità ci ricorda che la musica non conosce confini e, a volte, ci fa sentire più vecchi (o più giovani) di quanto siamo.